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spiaggia di Legian - che poi è la parte alta di Kuta – ed un simpatico food stall, ovvero una serie di bancarelle che fanno da mangiare, all’aperto, con banchetti di cibo indonesiano, malese, cinese, giapponese. Ed il primo Nasi Goreng e Sate Ayam è andato; buonissimi.
Il giorno successivo prendiamo un motorino – 60.000 IDR, circa 5€ - e scopro che Kuta e Legian sono state davvero sventrate, stra-costruite, stipate di negozi, bloccate dal traffico, dallo smog … che delusione. La giornata va via in giro tra agenzie di viaggio ed aeroporto ma niente, non riusciamo a trovare il volo per Maumere, e dobbiamo invertire il tour e rinunciare alla conquista dell’est. Faremo di necessità virtù … Prenotiamo un transfer per Gili Trawangan, a Lombok, via bus e barca all’agenzia della PERAMA, che gestisce i trasporti a Bali e Lombok, ed un volo di rientro Labuan Bajo (Flores) – Denpasar (Bali) per 600.000 IDR / 50€ con la compagnia TRANSNUSA.
Riusciamo a mangiare un ottimo Nasi Goreng al Poppy’s, nel cuore di Kuta, buono, ma non economicissimo (voto 3/4) e alle 17 siamo in spiaggia a Kuta; il sole sta per calare, la marea è bassa e lunga, lo scenario è perfetto per far pratica con la nuova macchina digitale – e non sono l’unico … la spiaggia è piana di fotografi. Del resto di soggetti ce ne sono: surfisti capelloni e pompati, ragazze musulmane velate che si bagnano vestite, turisti alquanto strambi. Alla sera ci aspetta una vera cena balinese al ristorante SATE BALI nella zona Oberoi. Verso mezzanotte arriva Luca, il terzo compagno; giusto il tempo per un drink al Bounty. Domattina alle 10 ci attende il transfer per Lombok.
LOMBOK e GILI TRAWANGAM
Partiamo dall’ufficio Perama, nella centralissima Jalan Legian; in pullman ci portano in un’ora e mezza circa a Padang Bai, il porto di Bali per i traghetti vs est, un porticciolo molto carino, tranquillo e rilassato, con qualche alberghetto e ristorantino; una bella alternativa al casino di Kuta. Pare che aldilà della baia vi sia anche un Tempio sul mare ed un’area di snorkeling. Nelle 2 orette che ci separano dalla partenza in barca, ne approfitto per un bel bagno: acqua cristallina e spiaggia bianca. Alle 15 finalmente si parte, su una specie di gozzo cabinato un po’ cresciuto – comunque un’imbarcazione tipica, di cui non so il nome. La traversata dura poco meno di 4 ore, ma comunque è molto piacevole, stesi al sole, ed avvistiamo anche i deflini, che fanno sempre piacere ed emozionano.
Arriviamo a Gili Trawangan che è buio e ci sbarcano col tender. Appena sbarcati, TUTTI, ma proprio tutti, tirano fuori la Lonely Planet; ora, non è che Gili Trawangan sia tanto grande, non è che ci sia un paese, non è che abbia macchine o motorini, per cui inizia un vero e proprio duello all’arma bianca tra turisti per accaparrarsi una delle sistemazioni suggerite dalla LP; noi triboliamo un pochino, ne visitiamo alcune, poi ci facciamo allettare da un posto da veri fighetti: un micro albergo di 3 stanze fronte spiaggia – senza nome, con pareti a vetri, terrazzo in teak e piscinetta a livello … una cosa davvero decadente. Il solo bagno è grosso quanto una stanza da letto, abbiamo TV in camera con DVD e 20 film, minibar e aria condizionata, il tutto per 550.000 IDR a notte.
Siamo davvero affamati, ma prima dobbiamo trovare un trasporto verso Flores e scopriamo che la PERAMA ha una crociera di 3 gg che parte da Lombok ed arriva a Labuan Bajo sull’isola di Flores. E’ lei: purtroppo parte tra 2 giorni, per cui avremo solo un giorno a disposizione su quest’isoletta. Blocchiamo la cabina per 2.000.000 IR a testa tutto compreso - anche la visita all’isola di Komodo - e ci fiondiamo in zona ristoranti. Gili Trawangan ha un panorama gastronomico davvero vasto, soprattutto in rapporto alle dimensioni dell’isola; stasera ceniamo al RISTORANTE KAYANGAN, cucina tipica indonesiana. Il Nasi Goreng è davvero buono.
Il giorno successivo è di mare, mare e mare. Dalla stanza dell’hotel attraversiamo l’unica stradina di GT e siamo in spiaggia. La giornata va via facendo snorkeling, avvistando tartarughe marine e galleggiando su giardini di corallo infiniti; occhio alle correnti che sono forti.
Alla sera siamo finalmente con la testa in vacanza e, in sequenza, ci spariamo: cena di sushi al RISTORANTE GIAPPONESE RIOSHI, narghilè al bar di fianco – ma che ci farà il narghilè qui ?!?!?! – che ci costa più della cena e festa al Blu Manta; in pratica, sull’isola ci saranno si e no 200 turisti e quindi i locali funzionano a rotazione. Saperlo è facilissimo: c’è una bandiera o uno striscione fuori al locale di turno. Balliamo e beviamo fino alle 3; domani alle 6 diremo ciao ciao alla vita comoda per un paio di settimane. Certo che un altro paio di giorni a Gili Trawangam li avrei fatti volentieri.
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LA CROCIERA
La giornata inizia presto, con la prima traversata - di tante che affronteremo; si parte dalla spiaggia di GT su delle piccole lance a gruppi di 7/8 persone, alla volta di Bangsal, un porticciolo sull’isola di Lombok. Particolarità del luogo è che il parcheggio è a circa 1,5 km dall’approdo e si è sviluppato una fiorente economia basata sul trasporto delle valige dei turisti; alcuni trasportatori sono gentili e chiedono ed hanno un carrettino trainato da un asino, altri non fanno altro che prendere lo zaino dalla barca, portarlo al parcheggio e qui chiedere delle somme assolutamente fuori da qualsiasi logica di mercato. Comunque basta saperlo e riprendersi lo zaino PRIMA dell’intervento zelante del trasportatore … certo, poi ci sono quasi 2km da fare zaino in spalla!!
Da Bangsal, un bus della PERAMA ci porta dall’altro lato dell’isola, nel porto di Labuan Lombok che si trova ad est. In pratica, la traversata vs Flores è già cominciata, e questo è il primo pezzo. Ho la fortuna di sedere di fianco all’autista, dato che il paesaggio è mozzafiato; facciamo prima tappa a Mataram e poi proseguiamo vs est, con una sosta ad un villaggio dove si producono delle terrecotte (piatti, bicchieri, ecc) meravigliose ed economicissime e dove nessun negozio o produttore insiste troppo per vendere. Certo le comprerei tutte, però come me lo porto il servizio di piatti in giro per 3 settimane?!?! Dopo un paio d’ore siamo a Labuan Lombok, un villaggio davvero minuscolo, dove ci portano a visitare i cantieri navali della PERAMA, ci offrono frittelle di banane e thé, un classico dell’ospitalità Indonesiana.
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Il gruppone viene suddiviso sulle 2 barche, una sorta di sambuco locale, e prendiamo possesso della lussuosissima cabina: materasso matrimoniale a terra e cuccetta superiore, neanche lo spazio per infilare i piedi. Il personale ci informa che la barca è sicurissima, dato che ci sono 50 salvagente e a bordo siamo 47 … ottimo !!!!
Prima tappa a Gili Pentangam, un'isoletta corallina appena fuori Lombok, di proprietà della, dove facciamo snorkeling, il briefing pre-crociera – “potrebbero esserci onde alte 7/10 metri, pioggia, vento, temporali” … alla faccia della rassicurazione – grigliatona sulla spiaggia per fare amicizia e sigla finale – stile villaggio Valtour – dei dipendenti che ballano e intonano una canzoncina che si chiama “We love Perama” …. Mah!!!!
Alle 23 si parte per la crociera, scambiando qualche chiacchiera con chi non si è ancora infagottato nel sacco a pelo; i croceristi sono tutti viaggiatori zaino in spalla dai 5 ai 65 anni, molti olandesi, ma anche francesi e neozelandesi … insomma, un bel mix.
Al mattino seguente tante facce pallide a causa del mal di mare - io ho dormito come un ghiro in cuccetta – e tanti delfini che incrociano la prua della nostra barca, prima dell’arrivo all’isola di Satonda, un’isola che ha un lago al suo interno, trattandosi della sommità di un cono vulcanico. Dopo l’escursione, colazione a bordo e via, altre 6h di navigazione (= dormire al sole col vento e svegliarmi ustionato), sempre con vari avvistamenti di delfini e delfini-balena. Nel pomeriggio tappa a Donggo beach, sull’isola di Sumbawa, con una straordinaria barriera corallina. Si cena a bordo e alle 22 si riprende per un’altra notte in navigazione.
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Komodo - il Dragone |
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KOMODO
All’alba del 3° giorno di crociera siamo a Komodo, il Jurassic Park Indonesiano; devo dire che sono abbastanza emozionato per il safari a piedi sull’isola per avvistare il famoso dragone. Pare che sia una bestiola abbastanza pericolosa – corre, si arrampica sugli alberi nuota e se ti morde muori - per cui qualche precauzione va presa; al briefing che si tiene presso l’ufficio del parco, ci dicono di stare tutti in fila dietro la guida, munita di forcone. Appena girato l’angolo dell’ufficio del parco, si palesa un bel dragone semi-addormentato, di un centinaio di kg e 2m di lunghezza … è uno di quelli che oramai si è abituato alla presenza dell’uomo – anche se molto molto ridotta – e bazzica i dintorni degli uffici in attesa di qualche avanzo di cibo umano. Vabbè, almeno uno lo abbiamo visto … iniziamo il trekking e subito scorgiamo cervi e cinghiali – prede del dragone – ma ci vuole un’oretta prima di beccarne uno dormiente sotto un albero. Il caldo e l’umidità non facilitano la camminata, che comunque è molto suggestiva, in mezzo alla savana dell’isola. Stiamo per tornare – alquanto delusi per i pochi avvistamenti – quando incrociamo un dragone che procede incontro a noi sullo stesso sentiero. La guida ci intima l’alt, ma il dragone appena ci fiuta nell’aria, scompare nella boscaglia … siamo salvi!!!!
La seconda metà del terzo giorno di crociera va via su una splendida spiaggia di una baietta di Komodo, con un giardino di coralli fantastico; è solo l’assaggio di quello che ci riserva Flores, ed in particolare Labuan Bajo, dove arriviamo al tramonto e ci congediamo dagli amici croceristi.
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Pulau Biridari |
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FLORES
LABUAN BAJO, il porto d’entrata a Flores da Ovest, è poco più di un villaggio di pescatori su palafitte; sull’unica strada lungo il porto ci sono una decina di ristoranti e 5/6 alberghi. L’arrivo della crociera Perama è un evento, in quanto satura l’offerta alberghiera di Labuan Bajo e ci ritroviamo a competere con quelli che oramai sono degli ex-amici di crociera per accaparrarci una stanza libera. La troviamo al GARDENA HOTEL, che ha anche una bella terrazza ristorante con vista sul via-vai della via principale.
A LB ci restiamo 3gg, il tempo di far prendere il brevetto PADI a Luca e di girare qualche isoletta di fronte al villaggio; infatti a LB non c’è una spiaggia, ma bisogna ricorrere alle barche dei pescatori che, per cifre variabili tra 200.000 e 500.000 IDR, in funzione della distanza e del numero di persone, portano i turisti sulle isolette – sono tantissime – che circondano la baia. Noi abbiamo visto BIRADARI e SABOLO; si sta sull’isola dal mattino fino alle 17, ora del tramonto, portandosi dietro acqua e viveri. Le spiagge sono tutte deserte, di sabbia finissima, mare cristallino e giardini di corallo a portata di bracciata. Un vero paradiso. Al terzo giorno, prima immersione Indonesiana, con i ragazzi tedeschi del BAJO DIVING CLUB, a Flores da 6 anni, in un posto magnifico, Batu Bulong, dove becchiamo un pesce napoleone di quasi 2 metri … immenso!!!
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Nei 3 gg a LB la botta di vita notturna consiste nel provare un ristorante diverso ogni sera. Proviamo il PARADISE BAR ed il DEWATA AYU. Comunque Labuan Bajo è davvero IL porto di pescatori; il villaggio vero e proprio è un agglomerato di palafitte, con un dedalo di vicoli al di sotto delle case, abbastanza losco all’apparenza, ma infinitamente tranquillo quando lo si attraversa, con una marea di bambini che ti vengono incontro per farsi fotografare. Ai bar spesso si vedono marinai dei sambuchi che stazionano al porto, carichi di ogni genere di mercanzia, provenienti da Papua o dalle Molucche, col loro thé, intenti a giocare a dama cinese, e verrebbe voglia di farsi raccontare qualche storia interessante … se solo riuscissi a parlare Indonesiano …
Al quarto giorno sull’isola partiamo per l’esplorazione dell’entroterra; Flores è lunga circa 700 km, percorsa da pochissime strade, malandate, che si arrampicano su montagne enormi, sfiorano burroni, attraversano guadi e sono, ovviamente, circondate dalla jungla. Giocoforza che la macchina si debba per forza noleggiare con conducente; in fondo non costa neanche tanto. Riusciamo a contrattare 420.000 IDR (circa 33 €) al giorno per 7 giorni, tutto compreso, anche la benzina. Japii è il nostro autista, un gran bravo ragazzo, disponibile e cauto lungo la strada … peccato che non parli inglese … l’auto un SUV da signori della Toyota, con un impianto stereo nel bagagliaio di 65 W, fieramente mostratoci da Japii.
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La prima tappa è BAJAWA, a 350km da Labuan Bajo, 8h di macchina. Lungo il tragitto ci fermiamo a CANCAR (si legge Cianciar), dove da un’altura osserviamo i campi di riso a ragnatela. Si tratta di un’enorme pianura in cui i campi di riso, anziché avere la disposizione classica a terrazza, sono disposti come una tela di ragno, con la sorgente nel mezzo; molto bello e suggestivo.
Spezziamo il viaggio a RUTENG, mangiando al RISTORANTE LESTARI, non uno dei migliori suggerimenti della Lonely Planet; arrivati a Bajawa col buio, ci sistemiamo all’HOTEL BINTANG WISATA e ceniamo al RISTORANTE CAMMELIA, gestito da una famiglia cinese molto simpatica e con un menù molto vario; si cena con meno di 10 € in 3.
Il giorno successivo inizia con un giro al mercato, a due passi dall’hotel. Molto vivace e colrato, ci prende un paio d’ore e tanti scatti, prima di proseguire la giornata visitando i villaggi tradizionali nei dintorni di Bajawa: BENA (molto bello), LUBA (bello) e LANGA (delusione) tutti in un contesto naturale fantastico, tra montagne verdeggianti, foreste di bambù di dimensioni mai viste e coni vulcanici che spuntano un po’ ovunque. Al pomeriggio ci rilassiamo alle terme di SOA, con un prezzo ridicolo per l’ingresso (circa 0,15 €) ed una sorgente d’acqua sui 40° in un contesto fantastico, in mezzo agli alberi e alle rocce, con qualche scimmia che ogni tanto fa capolino ad osservare la gente. In serata decidiamo di perderci a Bajawa: scopriamo un bel mercato notturno
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del pesce, tanti RUMAH MAKAN, i ristoranti tipici musulmani di cucina PADANG, che espongono i piatti impilati in vetrina, ed una fetta di mercato ancora attiva anche di notte. Finiamo la serata al LUCA’S RESTAURANT.
Per arrivare a MONI, punto di partenza per le escursioni al VULCANO KELIMUTU, c’è bisogno di una giornata intera di trasferimento, via Ende. Dopo una mezza giornata di salite, discese, curve, burroni, siamo a Ende, che mi da l’idea di una cittadina piacevole, anche se nessun turista vi si ferma. Facciamo un giro al mercato alimentare, un giro al mercato degli Ikat e pranziamo al RISTORANTE ISTANA BAMBU, il migliore a Ende secondo la Lonely Planet … potenza della guida, nel giro di mezz’ora, il ristorante si riempie di turisti – tutti in auto come noi, di passaggio ad Ende. Alle 17,30 siamo a Moni, col buio incipiente e nuvolosi che avvolgono la cima della montagna. Troviamo sistemazione al pessimo HOTEL FLORES SALE e ceniamo al BINTANG RESTAURANT mentre viene giù il diluvio universale. |
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Bajawa - il mercato |
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Per il mattino seguente la sveglia è puntata alle 4,30, al fine di godere l’alba sul Vulcano Kelimutu; ma c’è il diluvio, torniamo aletto e puntiamo la sveglia alle 8. Colazione con calma ed ascesa alla sommità del vulcano che ci prende un’oretta in auto. La cima è all’interno di un mega-nuvolone fantozziano e siamo costretti a seguire il sentiero fino al belvedere nella nebbia più totale; ovviamente, dal belvedere non si vede un bel niente, ma siamo pazienti: c’è anche tanto vento ed ogni tanto si squarciano le nuvole ed i laghi colorati appaiono all’improvviso. Dato che la fortuna aiuta gli audaci, nel giro di 4 ore veniamo premiati e riusciamo a vedere tutti e tre i laghi illuminati dal sole, anche se per pochi minuti. Sulla via per l’uscita poi, incuranti di un cartello di pericolo, ci arrampichiamo su un costone roccioso che ci porta sul bordo del cratere del lago nero, con quello azzurro in lontananza, in una prospettiva non vista in nessuna foto finora … bellissimo. Il Kelimutu è un gran posto e col sole deve essere meraviglioso.
Alle 14 ripartiamo per RIUNG; saranno 5 ore di buche e strada dissestata. Arriviamo col buio e con un mezzo esaurimento nervoso. Aloggiamo presso la missione cattolica, al PONDOK SUD, forse la miglior sistemazione finora. Vorremmo cenare all’unico ristorante di Riung, il RISTORANTE MURAH MARIAH, ma il paese è in fermento per i preparativi dei festeggiamenti del 17/08,
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giorno dell’indipendenza, e il ristorante è chiuso: nessun problema, il tizio della missione corre a cercare la proprietaria che apre appositamente il ristorante. Una decina di locali si siedono ad osservarci mentre ceniamo – manco fossimo marziani. Riung è un villaggetto di pescatori, musulmani bugi, che vivono su palafitte … ora, questo villaggio sarà si e no di 200 anime, in un posto praticamente irraggiungibile, mi spiegate che motivo c’era di creare una missione cattolica in quest’angolo di mondo che, tra l’altro, non è neanche povero e bisognoso di assistenza?!?!? Comunque, Riung è un piccolo paradiso all’ombra di altissime palme da cocco, la gente è cordiale ed amichevole e ti viene sempre incontro con un sorriso. Di fronte al paese ci sono 21 isole – un po’ come a Labuan Bajo – e basta prendere una lancia di pescatori al porto e farsi portare su una di queste isole per tutta la giornata. C’è anche una colonia di volpi volanti … saranno decine di migliaia, appese a testa in giù ai rami e pronte a spostarsi da un’isola all’altra se disturbate: la Nikon ringrazia!!!
Alla sera, tutto il paese è pronto per i festeggiamenti del 17 Agosto, festa dell’Indipendenza. Cenetta al solo e unico ristorante e poi svaghiamo nella piazza principale, dove è stato allestito un palco col sindaco (suppongo) le autorità tribali (quattro arzilli vecchietti vestiti a festa), le suore della missione, ed il capo della polizia locale. Sul palco si alternano contando e ballando un po’ tutte le classi delle scuole, con grande divertimento del pubblico e del sindaco, che non smette di scattare foto col telefonino. Devo dire che anche noi attiriamo l’attenzione, specie con lo zoom da 300 a catturare attimi della festa.
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Ci separano ancora 3 giorni dal nostro volo per Bali e decidiamo di passarli a Labuan Bajo. Ci congediamo da Japii e prendiamo alloggio al GREEN HILL HOTEL, nuovissimo, pulito, con letti fantastici e …. attenzione … scarico del water, ma sempre niente acqua calda. Trascorriamo 2 giorni in 2 paradisi: Kenawa e Suraya, dove si può anche dormire un bungalow … sono 2 isole fantastiche, assolutamente da non perdere, con una barriera corallina mozzafiato - specie Kenawa, con menzione d'onore per l'ottimo pesce alla brace dell'unico ristorantino.. Di sera riprendiamo il nostro passatempo preferito: l’esplorazione dei ristoranti di LB. Una sera si va al BAR LOUNGE, con un menù internazionale che ci consente di cambiare menù, , la sera seguente al RISTORANTE PESONA BALI, dove mangiamo divinamente e dove la cameriera Rica è davvero simpatica.
RINCA
Per l’ultimo giorno a Flores ci riserviamo una chicca: uscita in barca con i ragazzi del Bajo Dive Club, verso RINCA (si pronuncia Rincia), safari sull’isola e doppia immersione. Insomma una giornatona da paura in barca. Ci avevano avvisati che a Rinca ci fossero
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Campi di riso on the road |
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più dragoni rispetto a Comodo, ma non ci aspettavamo certo il bestione di 2 metri sul molo in attesa di papparsi qualche turista che sbarca. Restiamo sulla barca finché non arriva il guardaparco a legnare il lucertolone. Anche qui breafing e trekking di 2 ore. Ma gli uffici del parco sono letteralmente circondati di draghi e prima di iniziare il trekking ne ho già contati 7. La camminata nella savana Rincense si rivela spettacolare, così come i tanti avvistamenti: in particolare un lucertolone che ci viene incontro e a cui cediamo il passo ritraendoci dal sentiero, ed una femmina intenta a scavare il nido. Bellissimo.
Seguono due belle immersioni, sempre in corrente, ed in serata siamo stremati dalla giornata; ci premiamo con l’ultima cena di Flores al Pesona Bali, il ristorante che più ci è piaciuto. Domattina alle 6 si parte per Bali.
BALI 2 – La vendetta
Rieccomi a Bali … ebbene si, lo ammetto, ho bisogno di un hotel comodo – MELASTI PALACE HOTEL, un po’ decadente anni ’70 – ma soprattutto di qualcosa di diverso dal Nasi Goreng. La giornata la trascorriamo ad una delle spiagge più belle di Bali, Dreamland, la spiaggia dei surfisti. Io non surfo, però fotografo i surfisti e almeno mi diverto, prima di svaccarmi sul lettino. Il mare è gonfio ed incazzato per poter fare un bagno, e poi c’è sempre il rischio che una pinnetta di un surf lasci la firma sulla fronte; mi consolerò con un Nasi Goreng – ahimè - ad uno dei tanti ristorantini sulla spiaggia. Al tramonto andiamo al tempio delle scimmie, il PURA LAHUR ULU WATU, bello e affollato da turisti che partecipano – noi inclusi - anche alla rappresentazione della danza Chetak Dance: bella bella bella, emozionante, in una cornice fantastica, al
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Tempio delle scimmie a Bali |
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tramonto in questo bellissimo tempio che si trova su una scogliera a strapiombo sul mare. I 50.000 IDR di biglietto li vale tutti. Stasera ci concediamo l’aragosta; sulla spiaggia di Jimbaran ci sono tutti i Warung – piccoli ristorantini locali – di pesce. Peccato che i Warung si siano tutti trasformati in mega ristoranti – tipo quelli da cerimonia da noi – e che i prezzi siano stati adeguati al flusso di turisti. Mangiamo abbastanza medio per 20€, cifra da capogiro per l’Indonesia. La serata la chiudiamo al Deja-Vu, uno di quei locali dove si incontrano tanti italiani con pantaloni e camicia stirata … evitabile !!!
Ulimo giorno a Bali e tour fantozziano per vedere quanto più si può in un giorno. Partiamo alle 8 per Ubud col driver Yannik. Appena si supera Denpasar – una vera e propria città con tutto, caos, traffico ed inquinamento compresi – il paesaggio muta radicalmente, e si vedono finalmente le palme, i campi di riso e l’architettura tipica balinese, con i tetti a forma di pagoda, le porte d’ingresso, gli altari degli avi etc etc. Ubud è molto carina, era il luogo dove andavano gli artisti negli anni 70, ma ora, pur non avendo il caos e la pressione turistica di Kuta, è una sequenza di negozietti e gallerie d’arte. Ha un bel mercato, colorato e vivace, tutta roba per turisti, però c’è un bel tempio all’interno e scendendo lungo una rampa si accede alla zona sotterranea con il mercato alimentare ed i Warung: buio, odore di zenzero e fogna, una babele di lingue nelle mie orecchie, potrei essere in una scena di Blade Runner. Proseguiamo per il tempio dell’acqua, il PURA TIRTA EMPUL, dove ci sono varie sorgenti sacre che i pellegrini usano per le loro abluzioni; molto bello e fotogenico. Successivamente raggiungiamo il cratere di una dei vulcani di Bali,
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il PENELOKAN, che al suo interno ha un lago enorme, vari paesini ed altri 3 coni vulcanici più piccolini; pranziamo al RISTORANTE ROOFTOP, una splendida terrazza nel cratere. Il tempio successivo è quello dei pipistrelli; si tratta di una grotta piena di pipistrelli, sulla spiaggia, al cui interno è stato costruito un tempio, il PURA GOA LAWH. L’odore e gli stridii dei pipistrelli si fanno sentire, ma il tempio è comunque molto suggestivo … sarà che il sole sta tramontando, che sulla spiaggia c’è una preghiera collettiva per una cremazione, ma questo momento me lo vorrei godere tutto. E invece Yannik preme per portarci a casa della sorella, in piena campagna tra i palmeti; la famiglia della sorella, col marito, tre bimbe bellissime ed un cane che non fa che abbaiare per tutta la mezz’ora che siamo lì, è davvero carinissima; purtroppo niente inglese, ma solo sguardi e sorrisi. Peccato, ma grazie per il cocco fresco. Rientriamo per cena, niente Warung di pesce, ma il più turistico RISTORANTE TEKOR BALI, lungo la spiaggia di Legian; optiamo comunque per la cucina Indonesiana, per gli ultimi Nasi Goreng, Mie Goren e Cap Cai della vacanza. A nanna presto; domattina mi aspetta il taxi per il lunghissimo viaggio di ritorno via Jakarta / Jeddha. Belli i templi, bella la campagna, ma Bali, per quel poco che ho visto, resta una gran delusione.
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RISTORANTI, BANCARELLE, etc. |
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BALI, Kuta
Ristorante SATE BALI |
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RISTORANTE BALINESE - Si trova ad Oberoi, una delle più eleganti della zona nord di Kuta, su una strada che è un susseguirsi di ristoranti. Il ristorante ha una bella terrazza e offre pasti Balinesi completi, ovvero degustazioni verticali della cucina; un'ottima idea per essere introdotti alla cucina locale. Prezzi e qualità ottimi. |
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BALI, Kuta
Ristorante POPPIE'S |
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RISTORANTE BALINESE - Un ristorante storico di Bali, tanto che la strada dove è sorto, adesso si chiama Poppie's Gang. Un bel giardino ed un cortile ben curato e un po' fighetto, ma col Nasi Goreng più buono che abbia mangiato. Vale la pena, anche se non economicissimo. |
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BALI, Gunung Penelokan
Ristorante ROOFTOP |
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RISTORANTE INDONESIANO - E' un bel ristorante con una gran veduta panoramica all'interno dell'immenso cratere vulcanico. Si pranza a buffet con 80.000 IDR a testa, si mangia di tutto e quanto si vuole - piatti indonesiani, dall'antipasto al dolce. Bevande escluse sulla fantastica e fresca terrazza.
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BALI, Legian
Ristorante TEKOR BALI |
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RISTORANTE INTERNAZIONALE - Un posto nettamente da turisti, con un menù di piatti internazionali e qualche piatto tipico Indonesiano. proviamo questi ultimi: ben eseguiti, ma servizio non proprio efficiente e prezzi non economici.
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LOMBOK, Gili Trawangan
Ristorante RIOSHI |
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RISTORANTE GIAPPONESE - Come quasi tutti i ristoranti di Gili, si trova sulla spiaggia, all'aperto. Ha tante piccole zone con tettuccio stile giapponese dove si cena obbligatoriamente sul tataami, ovvero inginocchiati. Tutto buonissimo, Sushi fantastico a prezzi umani. Da segnalare l'ampia selezione di birre, compres Peroni e San Miguel - che ci faranno in un ristorante Giapponese in Indonesia? |
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LOMBOK, Gili Trawangan
Ristorante KAYANGAN |
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RISTORANTE INDONESIANO - Una bella terrazza all'aperto in riva al mare, un servizio abbastanza attento e tanti piatti Indonesiani ben eseguiti. Prezzi quasi ridicoli. |
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FLORES, Labuan Bajo
PARADISE BAR |
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PUB CON CUCINA - Il posto ... WOW ... è fantastico; una terrazza sul fianco di un costone roccioso sul mare che guarda il tramonto dritto negli occhi. Di Sabato sera ci suonano anche band locali - in Indonesiano. La cucina è media e lenta. Buono per birra / 4 chiacchiere dopocena. Un voto in più per la location. |
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FLORES, Labuan Bajo
Ristorante DEWATA AYU
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TRATTORIA INDONESIANA - E' un piccolo ristorantino su una piccola terrazza sulla strada principale. Finalmente il pesce non in tranci - quindi intero. Piatti solo e tipicamente Indonesiani abbastanza ben eseguiti. Prezzi ridicoli. E' un peccato che non sia molto frequentato dai turisti. |
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FLORES, Labuan Bajo
BAR LOUNGE |
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BAR CON CUCINA - Menù con Feta Greca, Acqua S. Pellegrino, Fajitas messicane, Olive di Kalamata, Pasta al pesto e tutto quanto possa contribuire a spezzare la monotonia dei menù Indonesiani. Il bar è in stile orientale, con un grosso buddah e comode sedie da reigista, divani e cuscini, con ottima musica di sottofondo e servizio molto cortese. Sarà pure caro per gli standard Indonesiani, ma è stranamente deserto.
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FLORES, Labuan Bajo
Ristorante PESONA BALI |
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TRATTORIA INDONESIANA - Un'altra terrazza lungo la strada principale; frequentatissimo da turisti e praticamente sempre pieno. Ha un menù tipico indonesiano con piatti ben eseguiti e ben impiattati, molto belli da vedere. Rica, la cameriera è molto simpatica, una volta rotta la timidezza. Un gran posto con prezzi ridicoli.
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FLORES, Ruteng
Ristorante LESTARI |
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LP |
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TRATTORIA INDONESIANA - Non certo un gran posto, uno dei 4 ristoranti indicati dalla LP in quel di Ruteng. Cibo scarso così come l'ambiente. Evitabile, nonostante i prezzi stra-stracciati. |
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FLORES, Ruteng
Ristorante AGAPE |
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LP |
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RISTORANTE INDONESIANA CON TORREFAZIONE - Belli, ben eseguiti e vari i piatti di questo minuscolo ristorantino ricavato all'interno di una torrefazione. Il locale vende anche il caffè in varie confezioni e forme. |
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FLORES, Bajawa
Ristorante CAMMELIA |
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LP |
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RISTORANTE INDOCINESE - Un ampio e luminoso ristorante con un menù molto vario, con diverse specialità cinesi ed indonesiane, tutte ben eseguite. Ottime bevande analcooliche come il the allo zenzero, etc. I proprietari di origine cinese sono molto simpatici ed amichevoli. |
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FLORES, Bajawa
Ristorante LUCA'S |
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LP |
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RISTORANTE INDONESIANO - Di fronte al Cammelia, completa degnamente il panorama culinario di Bajawa; un ambiente quasi da baita alpina, con un bel menù e piatti ben esguiti. Tante zuppe nella carta e spicca la zucca marinata - piatto tipico mai incontrato prima. |
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FLORES, Ende
Ristorante ISTANA BAMBU |
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TRATTORIA INDONESIANA - Quando si dice "il potere della Lonely Planet". E' segnalato come il miglior ristorante di Ende e nel giro di 15 minuti i 6 tavoli sono occupati tutti da turisti di passaggio. Locale spartano, di fianco ad un barbiere con cui condivide i bagni, serve i classici indonesiani ben eseguiti. Vende anche pane, merendine, ecc ecc. |
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FLORES, Moni
Ristorante BINTANG |
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TRATTORIA INDONESIANE - Una terrazza, 4 tavoli - per giunta col diluvio universale che veniva giù. Luogo molto spartano, pochi piatti, niente di cui andare pazzi. Non è che Moni offra molte alternative. |
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FLORES, Riung
Ristorante MURAH MARIAH |
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TRATTORIA INDONESIANE - Ci siamo arrivati che era chiuso, unico ristorante di Riung, dato che la festa per l'indipendenza era nel pieno. Tempo 5 minuti e la proprietaria è arrivata, ha aperto e si è fiondata in cucina per i suoi unici 4 clienti. Senza leggere il menù le abbiamo detto noi cosa volevamo. Sarà stata la stanchezza, ma era tutto buonissimo, in una piacevole terrazza. Anche la sera successiva però era tutto buono.
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HOTEL e OSTELLI VARI |
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BALI, Legian
Hotel VILARISI |
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Prenotato sul web, tramite il sito della Lonely Planet è tranquillo, pulito e carino, centrale ma non troppo, con una bella piscinetta e personale gentile. La stanza familiare (2 letti matrimoniali) è ampia e comoda e costa circa 450.000 IDR = 30 € circa, colazione inclusa. |
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BALI, Legian
Hotel MELASTI PALACE |
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Negli anni 70 doveva essere un gran bell'albergo: piscine, giardinetti e palazzine di 2 piani, con accesso diretto sulla spiaggia di Legian. Avrebbe bisogno di qualche ritocco, ma le stanze sono davvero grandi e comode. Circa 33 € per una doppia. |
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FLORES, Labuan Bajo
Hotel GARDENA |
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Più che un hotel, il Gardena si presenta come un insieme di bungalow disposti sul fianco di una collinetta in un giardino ben curato. Le stanze sono molto spartane ed il bagno ha solo la tazza, la doccia ed il Mehendi, un vascone da cui attingere l'acqua per lavarsi e scaricare il water. La coolazione è inclusa e la tripla ci è costata 250.000 IR. I proprietari gestiscono anche i bungalow sulla meravigliosa isola di Suraya. C'è anche una terrazza ristorante. |
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FLORES, Bajawa
Hotel BINTANG WISATA |
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Un grosso ed abbastanza anonimo hotel, tuttavia con un rapporto qualità / prezzo buono. Stanze pulite anche se non grandissime e personale gentile. La tripla ci è costata 250.000 IDR con colazione. Si trova a 2 passi dal mercato. |
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FLORES, Moni
Hotel FLORES SALE |
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Quest'hotel è un vero disastro; la facciata è ancora in costruzione, le stanze molto spartane, il bagno solo con tazza e mehendi e alla sera va via la corrente assieme all'acqua, senza preavviso. Il gestore è davvero losco. Tripla a 250.000 IDR con colazione.
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FLORES, Riung
Missione PONDOK SUD |
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Questo posto è fantastico; si tratta di una missione cattolica che ha messo su un piccolo hotel con delle stanze spartane ma pulitissime, un bagno fantastico - con lo scarico del water - ed un personale squisito, il tutto attorno ad un bel cortile interno. Si fa colazione nel refettrio, tutti assieme e volendo si può anche cenare - sempre tutti assieme. La tripla ci è costata 190.000 IDR.
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FLORES, Labuan Bajo
Hotel GREEN HILL |
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Il meglio che si possa avere a Labuan Bajo; una nuova struttura di sole 4 stanze in posizione panoramica. Tutte le stanze hanno 3/4 letti fantastici, ed un bagno con doccia e water con scarico. Colazione inclusa servita in stanza. Tripla a 400.000 IDR. Non ha insegne, si trova subito dopo il Lounge Bar.
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Sulla Lonely Planet |
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