AGOSTO 2005: Diario di poco più di 2 settimane in giro per il Perù, ad Agosto 2005, da Lima verso sud. Non volevo andarci in Perù … basta coi sud-americani che si piagnucolano addosso a causa dell’imperialismo yanqui … niente di più sbagliato. Assieme agli Indios del Guatemala (e ad esclusione del fenomeno Cuba) sono il popolo che più mi è piaciuto in Sud-America.

BUONO A SAPERSI
QUANDO: Ad agosto non è proprio caldissimo; meglio Febbraio / Marzo. Ad Agosto si esce col freddo al mattino e alle 12 è estate; necessario vestirsi “a cipolla”

ELETTRICITA’: 220V, con prese a 2 poli, come in Italia

VALUTA: ad Agosto 2005, 1€ = 3,8 Nuevos Soles (PUN) (indicati col simbolo del dollaro $)

ALTRO: L’altitudine ammazza e a volte si fa fatica perfino a stare seduti.

GENTE: Fantastica, devvero gentilissimi, forse un po' timidi, ma grandi sorrisi ovunque.

VISTO: si ottiene all'arrivo in aeroporto.

 
     
 

L'ITINERARIO
Roma-Buenos Aires-Lima
Lima-Pisco-Isole Ballestas- Pisco-Nazca-Arequipa
Arequipa-Chivay-Canyon Colca
Chivay-Puno-Isola di Amantanì (Titicaca)
Puno-Cuzco-Machu Pichu e Valle Sagrada
Cuzco-Lima-Buenos Aires-Roma

 
 
 

Venerdi 12 Agosto BUENOS AIRES
Baires è il pullman n. 86 che ci preleva in una fredda alba sudamericana; la città è grande, sconfinata, l’odore di petrolio è penetrante. La gente mi sembra umile. Le 2 ore a bordo del bus (pisolini a parte) dipingono una classica metropoli sudamericana, forse un po’ più pulita, ma grigia (sarà l’alba invernale) con palazzoni squadrati senza criterio, di fianco a palazzi ottocenteschi. La città è strana … troppo sudamericana per apparire Europea, ma troppo Europea per apparire sudamericana. Forse lo specchio dell’Italia dopo 3 governi Berlusconi … chissà. Scendiamo dall’autobus nei pressi della Casa Rosada ed un signore non più giovanissimo e molto distinto ci dà una dritta verso un’oasi di caldo e bellezza, in questa fredda e grigia mattinata. Si tratta del caffè Tortoni. Mobilio ed atmosfera, con tanto di camerieri con papillon e capelli impomatati, sono ancora quelli di inizio 900, in questo caffé che fu rifugio di scrittori, pittori, musicisti ed intellettuali.
Rifocillati, ci affacciamo sulla Avenida de Mayo (12 corsie) e siamo pronti per un vero asado argentino. Il locale è un portento, in pieno centro, e farà 1000 posti a sedere … nessun problema per accomodare 16 persone. Mi puzza di turistico, ma alla fine la carne è fantastica ed anche l’atmosfera, col locale che si è andato via via riempiendo di argentini. Alla fine, asado, contorno e birra ci costano 10 € a testa. Il pomeriggio lo trascorriamo tra le case colorate della Recoleta, un angolo del quartiere Boca (quello di Diego) ripulito e colorato, un bell’esempio di come dalla cenere possa nascere un fiore; il quartiere era sporco e malfamato prima del restauro, adesso meta di turisti. Saranno solo 4 strade tranquille in un quartiere pericoloso e malfamato, ma ti viene voglia di trascorrerci un’intera giornata tra pittori, colori, tangueros, e odore d’asado a 2 passi dal mare. Bello proprio!!

Sabato 13 Agosto – LIMA
L’Hostal Bombini che ci accoglie a mezzanotte, dopo 48h di viaggio senza vedere l’ombra di un letto è proprio in centro, ad 1 quadra dalla Plaza das Armas, è pulito ed ha dei letti fantastici. Buonanotte!
Il mattino seguente primo briefing tutti assieme e rompete le righe per il centro di Lima. I dintorni della Plaza das Armas non sono niente male ed il monastero di S.Francisco è davvero bello. Purtroppo Lima è come Milano … cielo plumbeo, nebbia ed umidità pazzesca, ma in compenso non piove mai … fortunelli! Morale: poche foto e piatte. Il pomeriggio è destinato al Museo Nazionale che

si presenta come un’orrenda grigia scatola in periferia, ma il suo contenuto è di prim’ordine e la guida ci aiuta molto a capire l’evoluzione del posto. Dopo 3h siamo a Pisco … è sabato, il paesino sembra molto carino, tutta la gente è in piazza, ma i furbi italiani si chiudono in un ristorante (Don Manuel) che non vale proprio la pena. Anche l’Hotel Belèn ha dei letti fantastici; buonanotte, domani sveglia alle 5,15 am.

Domenica 14 Agosto – ISOLE BALLESTAS
E’ ancora buio quando partiamo, ma il sole sarà fuori in pochi minuti. Peccato per il cielo super-coperto … Siamo su una lancia con parabrezza (fortunatamente) completamente bardati alla Fantozzi contro il freddo. La prima tappa è il candelabro gigante che qualche pirata buontempone ha scavato sul fianco di una collina sul mare; non si sa se per segnalare il luogo (tipo faro) o per cosa … certo è che non l’anno lasciato le popolazioni pre-incaiche. Le 3 isole sono un immenso cagatoio per le colonie di uccelli che vi nidificano; ogni 5 anni si raccolgono 4 metri (in altezza) di guano. Le specie di uccelli sono davvero tante, pinguini inclusi, ma anche le foche e i leoni marini, che attendono i turisti per esibirsi in tuffi e giravolte. Il cielo è sempre plumbeo e l’oceano sembra respirare, gonfiando onde lunghissime e altissime, pura routine per i marinai.
Sono le 9 e siamo svegli già da 4h. Andiamo verso Nazca, ma con calma … c’è pure tempo per fare sand-board a Huacachina, dove inizia il deserto e le terre coltivate sono via via invase dalle dune; dune bianchiccie e alte … preferisco non impanarmi nella sabbia e salire sulla duna più alta alla ricerca di qualche scatto … ma il cielo è maledettamente coperto. Ci rifocilliamo a the e biscotti e ripartiamo per Nazca, il sole splende ed arde. Giunti a Nazca abbiamo l’amara sorpresa di dover aspettare il giorno seguente per volare; pare infatti che questo sia l’unico deserto al mondo (o forse nell’universo) dove piove 30 min ogni 2 anni, però c’è della gran umidità che genera una nebbia fittissima!!! I voli ritardano, creando un back-log che verrà smaltito solo domani (forse); vabbè, ci toccherà stare al sole attorno alla piscina del bell’hostal Nido del Condor, proprio di fronte all’aeroporto. Si cena con 15 soles e letti fantastici.

Lunedì 15 Agosto – NAZCA
Ci vuole molta pazienza, molta fede, molta spiritualità per volare su Nazca. L’unico deserto al mondo dove la nebbia è più fitta che nella bassa … alle 9 nebbia fitta, alle 10,30 si inizia a scaldare il sole, con squarci di azzurro. Alle 12,45 iniziano i voli … io Dan e Michele siamo sul secondo piper, tutto per noi. Sono davvero emozionato sia per il volo in piper, sia per il mistero che avvolge i disegni. Il pilota è davvero un asso e ci mostra tutti i disegni sia da destra che da sinistra, con virate che mettono a dura prova i nostri stomaci. Alla fine siamo davvero soddisfatti.
Purtroppo gli ultimi del gruppo partono verso le 4, mandando all’aria tutti i programmi; ci attendono 10h di deserto in riva al mare (con nebbia) e non arriveremo ad Arequipa. La strada comunque è fantastica, e da sola vale il viaggio: a destra il mare, a sinistra dune bianche. Ci fosse il sole, sarebbe il luogo perfetto. Ci fermiamo a Camanà, un paesino davvero brutto, dove per cenare si può scegliere tra una polleria o una polleria. Optiamo per la seconda … mezzo pollo arrosto e patate per meno di 1 Euro (esattamente 3,5 Soles). Il Turist Hotel da del valore aggiunto ed ha dei letti fantastici … ‘notte.

Martedì 16 Agosto – AREQUIPA
Arriviamo ad Arequipa vs le 12 e siamo costretti a tagliare il programma per stare nei tempi; Arequipa me l’aspettavo come Antigua (in Guatemala), molto coloniale e ben curata … in realtà c’è un traffico pazzesco, anche nella plaza das Armas, la piazza principale con i portici e la cattedrale.Subito ci fiondiamo al monastero di Santa Catalina, una cittadella nella città, tripudio di colori sgargianti, architettura coloniale e piante … ci consumo un rullo intero, ma ne vale davvero la pena. All’uscita completiamo un giro del centro e poi svengo per un’oretta. Cena con vera cucina arequipena (secondo la guida), il ristorante Are Quipay e, non c’è che dire, il menù è davvero invitante, compreso il Cuy, il maialino d’india alla brace. Il letto dell’Arequipa Inn non è di livello.

Giovedì 18 Agosto – CANYON DEL COLCA
La sveglia alle 5 del mattino è una delle cose migliori della giornata … ci attendono 35 km di sterrato all’andata e 35 al ritorno, lungo la valle scavata dal fiume Colca, con un paio di soste in paesini dove donnine e bimbi in costume tradizionale attendono le truppe di turisti per essere immortalati assieme al baby-alpaca ed allungare la mano alla ricerca di qualche soles per tirare avanti. Però sono davvero tanto carini e gentili … Dopo aver percorso un bel pezzo di valle terrazzata (alla maniera degli Inca) arriviamo al mirador del condor; il canyon è molto profondo ed i condor volano sotto di noi, aspettando che l’aria si riscaldi per sfruttare le correnti ascensionali. Ci fermiamo un’oretta, sperando che il condor venga su … ovviamente, stiamo per andar via, io sto cambiando il rullino e 2 esemplari ci passano un metro sopra la testa per 5 volte in 2 minuti … neanche una foto !!!!

 
S.ta Catalina

Dopo i 35 km di sterrato del ritorno (con un caldo bestia ed impossibilitati ad aprire i finestrini per non magiare un kg di polvere) ripassiamo una mezz’ora per Chivay, ma in tempo per beccare il mercato degli Indios, con i loro tuberi mai visti, i cereali, le tuniche colorate, le bombette e le rane da frullare. Un bel pezzettino di Perù, giusto prima di un viaggio fantozziano (5h e più) verso Puno. Giunti a Puno, giusto il tempo di una cena (pessima) al ristorante vegetariano di Sai-Baba (?!?) e poi a nanna all’hostal Aurakan, con letti fantastici. Comincia a sorgermi il dubbio che i letti fantastici siano dovuti essenzialmente alla nostra stanchezza … eh si, il Perù è tosto, se non altro, per l’altitudine.

Venerdi 19 Agosto – AMANTANI, LAGO TITICACA
Ed eccomi finalmente, in un posto veramente mistico … il momento è catartico. Ci imbarchiamo per una 2 giorni sulle isole peruviane del lago; prima tappa alle isole galleggianti degli Indios Uros. Belle e particolari. Secondo la LP, l’ultima india Uro è morta nel 1980 … secondo la nostra guida locale gli abitanti delle isole son Uros e vivono su quelle isole … stentiamo a crederci … quanto meno, torneranno sulla terraferma nottetempo. Le isole sono soffici, fatte di canne, così come le capanne. Gli indigeni oramai campano di turismo e su ogni isola (uno zatterone galleggiante di canne, ancorato al fondo del lago) c’è sempre qualche bancarella. Due ore dopo siamo sull’isola di Amantanì; quattromila persone in 4 comunità, che ospitano i turisti nelle loro case. Sono Quechua doc … uauh.

India Quechua
 

Sull’isola non ci sono macchine, si gira solo a piedi. Appena giunto, il borgomastro “distribuisce” in maniera equa i turisti alle famiglie. Alla nostra “mami” portiamo riso, zucchero e biscotti; loro contraccambiano con un’ottima zuppa di tuberi e cereali mai visti dalle nostre parti. Al pomeriggio ci attende l’ascesa al tempio che domina l’isola, una smazzata fenomenale, su 400m di dislivello (a 4000m d’altitudine), che dura 2h, ma ne vale veramente la pena. Ci “degustiamo” un tramonto spettacolare sul lago, accompagnato dalla musica andina di un quartetto locale, da mate di coca e frittelle di mais, il tutto condito da un vento teso e gelido. Una gran bella esperienza!
Alla sera, dopo la cena nella casa con la famiglia, i locali hanno organizzato danze folkloristiche per il nostro gruppo. La mami si presenta con poncho e cappellino (Michelino resta a letto con la febbre) e siamo pronti per la serata danzante all’ombra della luna … alta e piena, che proietta onde lunghissime. Il letto è scomodo e fa un gran freddo.

Sabato 20 Agosto – TAQUILE, LAGO TITICACA - CUZCO
La mattina arriva come una liberazione dal freddo … colazione con mate de coca e frittelle di mais e poi verso Taquile ... grossa delusione; l’isola più famosa è oramai schiava dei flussi turistici; qui la comunità ha cominciato ad aprire alberghi e ristoranti e sono iniziati i conflitti intestini nella comunità india … meglio l’autogestione di Amantanì. Seguono 3h di navigazione lentissima (per non consumare carburante) per tornare a Puno. Almeno al porto ci attende un’ottima trota fritta, forse la migliore del viaggio; tanto meglio, visto che ci attendono 8h di bus verso Cuzco. Alla fine nervi tesi e fisico a pezzi, ma alcuni giovani virgulti del gruppo hanno ancora la forza di affrontare la movida cuzquena (in fondo, è sabato). Alle 4 del mattino, dopo n Cuba Libre al Mama Africa (ben frequentato da turisti e peruviani) sono davvero ubriaco … ma quanto ci voleva!!!! I letti dell’Hostal el Sur sono fantastici … ‘notte.

Domenica 21 Agosto – PISAQ e CUZCO
E’ giorno di mercato a Pisaq, un piccolo paesino vicino a Cuzco. Ci svegliamo con mooolta calma (visti i bagordi della notte precedente), con un gran cerchio alla testa e, da veri signori, evitiamo il bus pubblico e spendiamo ben 25 Soles (= 7€ circa) per 45 min.di taxi, che ci scarica all’ingresso del mercato.
La prima impressione è deludente … bancarelle tutte allineate con produzioni “in serie” della paccottiglia per turisti, magari con qualche articolo un po’ più creativo. Fortunatamente anche Pisaq fa onore all’architettura spagnola e nella piazza principale (quella su cui affaccia il municipio e la chiesa principale, che in Messico chiamano Zòcalo, ma qui Plaza das Armas) c’è uno splendido mercato alimentare, principalmente di verdure, degli Indios. E’ un trionfo di colori, cappelli, volti vissuti, ortaggi mai visti e non può che scattare il safari fotografico. Nel paese ci sono anche dei fantastici forni di strada che per 1 Soles servono empanadas ripiene di cipolla, formaggio e pomodoro … me ne dia 27 grazie !!!!
Alla sera siamo a pezzi e saltiamo il giro delle rovine di Pisaq (errore); torniamo in hotel a Cuzco, ci appisoliamo per una mezz’ora e cerchiamo un posto da fighetti per la cena: il Ratama. Proprio sulla Plaza das Armas, con vista cattedrale illuminata; ottima ed abbondante cena tipica peruviana veramente di qualità, con cocktail di benvenuto (Pisco sour, ovviamente) per 50 soles.

Lunedì 22 Agosto – VALLE SAGRADA
Il Titicaca, Cuzco con Machu Pichu e la Valle, da soli, valgono il viaggio fin qui. Partiamo alle 8 (ennesima sveglia col gallo … maledizione, sono in vacanza!!) per il tour giornaliero della valle sacra agli Incas, quella del fiume Urubamba. Prima tappa a Chinchero, il luogo dove, secondo gli Inca, sorgeva l’arcobaleno e dove furono “pensionati” gli ultimi 2 re Inca, che non completarono quindi il mandato a vita. Il paesino è molto carino, con la Plaza costruita quasi sulle rovine e con una chiesa iper-decorata. La nostra guida però quasi non ci dice che dietro la chiesa ci sono le rovine e punta dritta al mercatino degli indio; carino, per carità, dobbiamo essere tutti solidali, faccio pure acquisti, ma cara guida, mi vuoi dire che, se voglio, ci sono delle rovine?!?!?!
Alla tappa successiva mi stacco dal gruppo e dalla guida; le terrazze di Moray sono dei mega cerchi concentrici a gradoni dove gli Incas sperimentavano diversi tipi di coltivazioni … impressionante. Proseguiamo per le saline di Maras, una sorgente salina nel costato di una montagna scurissima … migliaia di piazzole di raccolta di sale, con gradazioni dal bianco al giallo, dal beige al marrone ed un gran contrasto con la roccia. Assolutamente da non perdere !!!!
Ultima tappa ad Ollantaytambo, una splendida cittadina fortificata dagli Inca, lungo un costone di roccia che chiude a tappo la valle. Spettacolo !!!! Pare inoltre che Ollantaytambo sia abitata senza soluzione di continuità fin dalla sua fondazione. Alla sera ci stacchiamo dal gruppo, dedicandoci una tranquilla serata molto lounge al Los Perros, il locale che mi piacerebbe aprire; poi ancora in forze per 4 salti al Mama Africa, dove ritroviamo il gruppone.

Martedì 23 Agosto – CUZCO e MACHU PICHU PUEBLO
Mattinata in giro per Cuzco, giro di ricognizione per capire cosa fotografare l’ultimo giorno al ritorno da Machupichu. Non c’è niente da dire, è veramente bella questa cittadina … forse sta crescendo un po’ troppo. Visito anche la cattedrale, costruita con lastroni di pietra nera che richiamano le costruzioni degli Inca. Mooolto bella, con 3 o.
Machpichu pueblo è raggiungibile solo via treno, ma noi non abbiamo trovato i biglietti da Cuzco, per cui dobbiamo prima spostarci ad Ollantaytambo per poi prendere il treno; quest’ultimo mi delude un po’ … non esiste più il treno con gli indios stracarichi di verdure e polli, ora il treno è di lusso e solo per turisti. Inoltre non si può neanche salire su quello per peruviani (bisogna mostrare un documento) e comunque i passeggeri odierni sono tutte guide diplomate che fanno i pendolari con Machupichu pueblo. Almeno il tragitto è spettacolare, lungo la valle dell’Urubamba, stretti tra costoni di roccia alti più di 1000m a destra e sinistra. Il paese è un vero è proprio avamposto nella giungla e tappa obbligata per visitare le rovine; certo non ha più l’atmosfera che doveva avere 20 anni fa, oggi è stra-pieno di posadas, ristorantini e bancarelle. Contrattiamo cena e menù in un piccolo ristorante molto beat con lettore dvd che non sanno usare; meglio, andremo prima a letto (Hostal Ima Sumac), dato che la sveglia è per le 4,30. Ho la gola in fiamme … non oso pensare a come potrò sentirmi domattina.

Mercoledì 24 Agosto – MACHUPICHU ROVINE
E’ buio e freddo, la gola mi brucia da morire e le palle mi girano parecchio … mi sento come se un camion mi fosse passato addosso e poi ha innestato la retromarcia … ovviamente non posso perdermi, anche con un febbrone, le rovine. Un piccolo bus ci porta in 20 min 1000m più su;

 
Indios in costume

lungo la strada tanti eroi che hanno optato per la scalata a piedi del dislivello, ma attenti … su niente ambulanze. Grazie alla nostra guida riusciamo ad entrare per primi alle rovine … sono deserte e sta albeggiando … macchina sul cavalletto e scattiamo “la cartolina” senza gente a zonzo per le rovine. Di rovine ne ho viste parecchi e queste non levano e non mettono, ma il luogo è pazzesco, il contrasto del lavoro dell’uomo con la natura è fortissimo ed il Waina Piachu alle spalle incornicia il tutto alla perfezione.
Purtroppo ho le ruote a terra e dopo un 4h e le foto di rito sono costretto a dichiarare forfait e riscendo al villaggio, chiedendo asilo alla proprietaria dell’ostello che mi cede la sua branda nel retrobottega … mi abbatto per 3h con un paio d’aspirine in corpo. Gli altri tornano alle 5 (circa 12h alle rovine, ma le valgono tutte) giusto prima del rientro … mi aspetta il letto ed un bel pasticcone per un onorevole 39 di febbre.

Giovedì 25 Agosto – CUZCO
Per la serie “non rimandare mai a domani ciò che puoi fare oggi”, rischia di saltare il mio ultimo giorno a Cuzco causa febbre; ma non mi do per vinto … pasticcone di antibiotico ogni 8h e alle 13 la febbre non c’è più. Dopo un’ora raggiungo gli altri nel quartiere di San Blas, dove ogni bottega si è trasformata in boutique di antichità e chincaglieria varia. Seguiamo il consiglio della rivista Meridiani che ci siamo portati dietro e pranziamo al Quinta Eulalia, ristorantino a gestione familiare aperto solo a pranzo; cucina casereccia ottima su una bella terrazza per soli 20 Soles. E c’è anche la musica.
Dopo aver girato in lungo e in largo il centro a me e Daniele scatta la frenesia di rifare le foto del Meridiani, soprattutto una panoramica della città … cerchiamo di individuare il luogo più alto e questo ci sembra il campanile della chiesa di San Cristobàl. La chiesa è occupata dai senza tetto ed una gentile signora, in cambio di qualche soles, ci apre il campanile, con la raccomandazione di non suonare le campane.
Ci siamo, è il punto giusto … macchine sui cavalletti e, dato che siamo al tramonto, una foto ogni 15 minuti per immortalare tutte le gradazioni di luce, fino al buio pesto. Michele medita di suicidarsi buttandosi dal campanile … inoltre s’è alzato il vento e fa davvero freddo. Riscendiamo in tempo per fare shopping selvaggio di pullover, sciarpe e guanti d’alpaca, prima di concederci una pessima cena al ristorante italiano Trattoria Adriano. Poi tutti a nanna, che domani si vola a Lima.

Cuzco by night
 

Venerdì 26 Agosto – CUZCO - LIMA
Nell’ordine: la doccia della doccia è fredda e l’aereo per Lima ha 2h di ritardo. Morale: la giornata a Lima è diventata una mezza giornata, peraltro uggiosa. Ma non perdiamoci d’animo.
Lasciamo armi e bagagli all’Hostal Bombini e ci viene dato il rompete le righe al quartiere chic di Lima, il Miraflores. Noi 3 decidiamo di chiudere in bellezza e ci dirigiamo al Huaca Pullana, ristorante più caro di Lima (e di tutto il Perù) dove, secondo la LP, non è difficile incontrare il presidente Toledo. Il ristorante è stato aperto nel giardinetto a ridosso di una piramide pre-incaica in tempi non sospetti e poi “sanato” (secondo la miglior tradizione italiana) in tempi non sospetti. Nel parcheggio ci sono parecchie auto-blu blindate con autisti in attesa. Noi siamo in pantaloncini, ciabatte e k-way … ma non c’è nessun problema.
Ci fanno accomodare ad un tavolo con vista piramide, con 32 posate e 18 bicchieri a testa … camerieri in livrea … bellissimo … mangiamo antipasto di pesce e piatto unico (a base di pesce) freschissimo, beviamo birra e spendiamo l’equivalente di 29 € a testa … mezzo stipendio di un impiegato peruviano … pizza e birra in Italia … e poi dice che uno si butta a sinistra!!! Rientrati in ostello, tempo per una doccia e dato che c’è RAI-Sat sulla TV, e sta anche dando un film con Sordi e Fabrizi, ci scappa pure una pennica simil-domenicale svaccati sul letto. Alle 00,30 si parte per Buenos Aires.

Sabato 27 Agosto – BAIRES - ROMA
Volo da Lima tremendo, ho visto davvero la morte in faccia e la notte è andata via senza chiudere occhio … all’arrivo in aeroporto “svengo” su una panchina. Mi sveglio alle 12 per scoprire che, essendo passate 2h dall’arrivo, non posso uscire dal terminal (come Tom Hanks, ma senza Catherine Zeta Jones) e ci sono 11 ore per il volo per l’Italia … Passiamo questa mezza giornata intrappolati nell’aeroporto di BA. Partitella di pallone in un salone deserto, struscio lungo i corridoi con i duty-free shops, sauna, massaggio, partita al simulatore di golf e, alla fine, ci concediamo un mitico Asado Argentino. Alle 23 si parte … speriamo bene!!!