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L’Evoluzione dell’extravergine

L’Evoluzione dell’extravergine

L’Evoluzione dell’extravergine

Evoluzione A? meglio di Rivoluzione! Ea�� forse la frase che meglio racchiudeA�Evoluzione a�� Percorsi per la��extravergine di qualitA�A�a�� evento organizzato daA�La Pecora Nera EditoreA�eA�OleonautaA�per far incontrare i produttori di olio extravergine da��oliva di qualitA� di tutta Italia e il mondo della ristorazione, appena conclusosi a Roma, nelle sale della��Hotel Savoy.

Evoluzione, al suo primo appuntamento, si presenta come un consesso di menti, un frantoio di idee, cosA� come ben riassunto daA�Maurizio Pescari, che ha moderato la conferenza di apertura, dal titolo evocativo: La��olio siamo noi, nel corso della quale sono intervenuti ancheA�Miria CattaA�dell’ARSIAL, che ha rivendicato con orgoglio il grande lavoro fatto a livello regionale, per la valorizzazione di questo straordinario prodotto, mentre la prof.A�Livia LeoniA�- Corso di Laurea in Scienze e culture enogastronomiche dell’UniversitA� degli Studi Roma Tre a�� e il prof.A�Maurizio ServiliA�- Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’UniversitA� degli Studi di Perugia a�� hanno testimoniato la��impegno accademico su questo fronte.

I produttori innanzi tutto, prima ancora del prodotto, perchA� Evoluzione vuole far questo: mettere assieme le persone, le idee, i progetti e far incontrare tra loro i produttori, prima ancora di costruire un ponte verso i clienti finali. Buono pulito e giusto, non A? il prodotto ma il produttore, con la sua storia, il suo progetto, la sua sapienza. I clienti finali, siano essi ristoratori o botteghe, diventeranno i migliori ambasciatori, assieme alla stampa specializzata, della��olio non visto piA? come un semplice grasso necessario alla cottura, ma come un ingrediente, anche speciale, del nostro cibo, con le sue infinite sfaccettature che a�� in un paese straordinario come la��Italia a�� non possono che creare tantissime, diversissime e validissime realtA� dal Trentino alla Sicilia. Un ingrediente nobile, oltre che sano, che puA? anche servire a chiudere un piatto, proprio grazie al particolare aroma fruttato, o alla peculiare amarezza o piccantezza, come affermato con vigore daA�Filippo ArtioliA�della Trattoria di Oscar a Bevagna, Perugia. A�Bisogna quindi sbandierare il cultivar o il blend, per esaltarne e riconoscere le sue proprietA�.A�Una trentina i produttori presenti con le loro bottiglie ed i bicchierini monouso, in rappresentanza della produzione olearia che va dalla Toscana alla Sicilia; i nomi dei cultivar che riecheggiano nelle due salette attrezzate per la degustazione: nocellara, frantoio, leccino, solo per citarne alcuni.

Nel corso della giornata la parte del leone la��hanno fatta i seminari, letteralmente presi da��assalto, tenuti da nomi di punta della��oleocultura italiana, comeA�Giulio ScatoliniA�che, conA�Indra Galbo, ha guidato i partecipanti attraverso una degustazione alla cieca, oppureA�Fausto BorellaA�che ha spiegato passo passo come effettuare la��analisi sensoriale e come riconoscere le proprietA� organolettiche degli oli, infineA�Matteo Tambini, assieme aA�Luciana Squadrilli, ha mostrato come abbinare al meglio un nobile olio con un alimento molto pop della tradizione italiana, ovvero la pizza. A chiusura della giornata A? stato presentatoA�Olio a�� Lo straordinario mondo della��olio extravergine da��oliva, ultima fatica editoriale diA�Luciana SquadrilliA�eA�Simona Cognoli. Non sono infine mancate le premiazioni: dei ristoratori, delle botteghe e delle oleoteche.

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