Il nido del Tordo

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Il tordo è tornato, ha finito la sua migrazione, atterrando in un angolino al limitare del quartiere Prati in Roma. Il tordo in questione è Adriano Baldassarre che dopo una soprprendente esperienza in quel di Zagarolo, con il Tordo Matto, è volato poi verso l’India per completare la sua formazione umana e professionale.

Al suo ritorno ha perso uno spazio: il suo nuovo nido si chiama infatti Tordomatto (tutttoattaccato). E’ un nido elegante ed essenziale, ma caldo, con tanto legno in bella vista. Come sempre, alla prima visita di un ristorante, mi piacerebbe delegare la scelta dei piatti allo chef ma, causa signora vegetariana, non sarà possibile differenziare i menù degustazione allo stesso tavolo, per cui ci avventuriamo “a là carte” (non che sia un male).

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Il menù, al contrario di quanto mi aspettassi, non trabocca di spezie asiatiche, sapientemente nascoste quà e la nei piatti del menu, che espongono solo gli ingredienti del piatto: cosa che mi piace parecchio e dà già una cifra dello chef, quasi a voler mettere l’ingrediente al centro della preparazione.

Il benvenuto della cucina è un intrigante Patata, senape nera, latte di capra e burro affumicato per la signora vegetariana, un bel gioco di colori e consistenze che già fa capire l’approccio alla cucina: pochi ingredienti, sapori e consistenze al top. Per il sottoscritto i classici della casa: il Cappuccino di baccalà (signature dish) accompagnato da una Madeleine al ciauscolo. Cominciamo bene.

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Per l’antipasto mi lascio tentare dalla Vacca cruda, uovo marinato, caviale e creme fraiche, forse il piatto meno soddisfacente del pranzo: la tartare, avvolta in una sfoglia di uovo marinato, pur ottima, risulta poco sapida e senza ulteriori condimenti. Per la signora una Pappa al pomodoro in chiave moderna, racchiusa tra due dischi di gel al peperone.

Proseguendo, lo Spaghetto all’arrabiata della signora è stato realizzato mediante la cottura della pasta nell’acqua delle olive; i miei Gnocchi di cavolfiore con zampetti e caviale sono un delicato equilibrio tra un piatto raffinato e uno “de panza”, col croccante di zampetto da sbriciolare nel piatto man mano che si assaggia.

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Il secondo della signora è un Tortino di funghi e patate fuori carta; il mio Agnello yogurt e cumino è un’apoteosi di sapore esaltata da una tecnica di cottura particolarissima: l’agnello viene cotto a contatto diretto con una brace di carbone bianco giapponese. Un cottura da manuale e un agnello che ricorderete a lungo.

I dessert non deludono e fanno anche uso di ingredienti inusuali per un dessert, come la Meringa alla rapa rossa, terra di cacao, gelato al caffè. Chiusura giocosissima con la piccola pasticceria su nuvola di zucchero filato che induce sorrisi nell’attesa del conto. Ma tranquilli, il rapporto felicità/prezzo sarà molto molto positivo: una cucina elegante e raffinata, un servizio attento e spigliato, un ambiente elegante e caldo. Bello questo nido del Tordomatto.

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Il più: menù degustazione ridotto a pranzo con un prezzo imbattibile
Il meno: sono andato via con un po’ di fame

Tordomatto ristorante
via Pietro Giannone, 24
Tel.: 06 6935 2895

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